PERCHE'?

Oggi Aurora era in stato di grazia come mi aveva anticipato la sua mamma.
Allegra e chiacchierona.
L'ho prelevata all'asilo tutta felice. Sul passeggino cantava Jingle Bells!
L'ha cantata per un po' poi ha visto i coriandoli in giro per le strade.
-I coriandoli!
-Hai visto quanti?
-Allora è carnevale!
-Vero!
-Sei allegra oggi Aurora?
-Si si.
-Non piangi?
-No.
-Meno male!
-Mi fai vedere le foto sul cellulare?
-Si. Appena ci fermiamo.

Foto varie. Ma lei vuole vedere quelle dei gatti: Minta e Arturo. Minta che dorme, che fa colazione, che cammina sulla porta. Arturo con gli occhi cattivi, Arturo e Arianna, Arturo che dorme, Arturo che mangia. Insomma, l'incredibile varietà delle azioni feline.
E poi sul cellulare ne ho poche, sempre le stesse. Se vedesse la cartella “gatti” nel mio hard disk, rimarrebbe estasiata.
Aurora fa scorrere da sola le foto con il touch del cellulare. Le nuove fantastiche generazioni!
Al primo semaforo rosso le ho dato il telefono.
A un certo punto Minta e Fabio, in camera mia.
Una foto del 15 dicembre. Un autoscatto, fatto da Fabio, ovviamente non da Minta, un giorno che io ero tornata a Rimini all'alba per una toccata e fuga lasciando lui e Minta nel letto a dormire.
Era accompagnata da un messaggio.
“Ciao pat. Appena alzati! Concerto di fusa, siamo carini! Ci manchi già”.
Sapessi quanto manchi tu a me. Le fusa, quelle no.
Facce da sonno ma sono carini.
Pensavo che Aurora di Fabio non si ricordasse. L'avrà visto due volte ai giardini, tre minuti per volta quando lui teneva i corsi a Palazzo Nuovo. Era passato a salutarmi, a vedere lei dal vivo.
La famosa Aurora!
Un bacino, buon lavoro, anche a te, ciao Aurora, nessuna risposta.
E in nessuna delle volte aveva pronunciato parola! Poi l'aveva visto in qualche foto. Nulla di più.
L'avevo altamente sottovalutata.

-C'è Minta!
-Si.
-Fa la nanna!
-No, è sveglia. Ha gli occhi aperti.
-Dov'è adesso?
-A casa mia, passi sabato a trovarla se vuoi.
-Voglio!
-E c'è anche Fabio qui. È sveglio.
-Si.
-E' a casa anche lui adesso?
-No, non c'è.
-Perché non c'è?
-E' andato a farsi un viaggio.
-Perché è andato a farsi un viaggio?
-Perché faceva delle cose molto belle e le ha portate un po' in giro.
-Perché le ha portate in giro?
-Perché le cose belle non si possono tenere tutte a Torino. Bisogna portarle anche un po' giro. O no?
-Si.
-Ma tu sei contenta che è andato a farsi un viaggio?
-Non tanto. Sono un po' triste in realtà.
-Io resto a Torino.
-Per fortuna, almeno tu.
-Sei ancora triste?
-No. Sono allegra anche io.
-E' verde!!!!!!!!!! Passiamo!

E siamo passate. Come passano gli attimi. Come passa il rosso al semaforo. E come passa il gioco del perché. A fatica, ma passa.
Come non passa la tristezza, ma si mette da parte.
Perché a tre anni è meglio essere allegri. Perché se sei allegro tu è allegro tutto il mondo.
Ed è uno stato di grazia. Poi si cresce e non capita più.
E perché non capita più nessuno può dirlo. Succede e basta.

-Ti ho comprato un succo alla banana!
-E' il mio preferito.
-Lo so.
-E' anche il tuo preferito?
-Certo, anche il mio.
Il mio preferito è alla mela, in realtà. Ma la banana va bene!
-Io tiro su con la cannuccia!
-Fai pure! Anche io.
-No, tu no. Non si può fare, poi la Befana si arrabbia.
-Con te non si arrabbia?
-No, con me no.
-Che fortuna.

E siamo tornate a casa.
Con i nostri perchè.
Cantando Jingle Bells anche se era carnevale.
E risucchiando con la cannuccia il succo alla banana con buona pace della Befana.

Questa è una nuova foto per Aurora. Minta che mangia. Fabio diceva sempre che se avessi educato i miei figli come stavo educando la gatta ci sarebbe stato da mettersi le mani nei capelli. Io sorridevo.
-Ma pat!!!

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Comments

ma daiiiiiiii il mestolo noooooo!!!!

Evviva Aurora e al suo stato di grazia!
che il gioco dei perché indaga cantucci che si vorrebbero tenere inesplorati, ma invece poi è bello esorcizzarli con la semplicità che richiede un bambino.
E, a volte, lo stato di grazia è contagioso.

Ciao Arianna, ti prego di scusarmi ,penso che sia difficile trasmetterti qualche cosa di positivo,però vi è una storia che mi ha colpito in modo particolare.
Mi auguro che tu non conosca la storia <Elzèard Bouffier>,mia figlia (Lara)ha affermato che quello sono io . Per fortuna non è cosi' ,anche se qualche migliaio ne ho messo a dimora veramente,questo racconto <purtroppo solo un romanzo> mi ha reso cosapevole che il titolo del mio commento è veramente possibile.A presto► 30:50► 30:50
www.youtube.com/watch?v=YIFDlYqtXDA

Ho il libro. Un bel libro che mi ero comprata per scaldarmi i pensieri. Con tanti disegni. Non avevo mai visto l'animazione... Grazie. Io pianto parole, ma il gesto è lo stesso.

cara arianna,

sono una tua lettrice. sono capitata per caso al tuo blog e poi ci sono rimasta. un giorno, un altro, un altro ancora.
sono un puntino (lontano) di quelli che scovi al google analytics e te lo volevo dire. per un miscuglio di rispetto - per tutto questo dolore che hai - e per dirti che, nonostante tutto e anche se adesso magari non conta niente - io credo che racconti bene la vita e la morte e quest'apnea dove adesso stai nuotando.
che pesi le parole ed alcune ti cadono addosso come magigni ed altre si lasciano volare un pochino.
insomma.. ti volevo dire qsto e niente di piú.

I puntini, come li chiami tu. Quelli che non conoscevano nè me nè Fabio, ma si affezionano. Arrivano qui per caso e poi restano. Perchè qui è l'amore, la vita. Perchè qui c'è una briciola di quello che cercano... questi puntini sono quelli che più mi stupiscono. Spero ce ne siano altri. Grazie, niente di più.