ROSA CANDIDA di ADUDUR OVA OLAFSDOTTIR

Tento di rallentare il ritmo del mio respiro per andare a tempo con il suo, senza addormentarmi. Le sono completamente addosso, ma per quanto i nostri corpi siano sdraiati vicino, non siamo una cosa sola. Tra noi c'è un oceano. Sento che sto per perderla come quando, al telefono, ho perso la mamma. Come sabbia tra le dita. Anzi come l'onda del mare che scorre tra le mani, e io rimango seduto a leccarmi le dita salate.

Ho finito questo libro stamattina. Dopo il post di ieri, sui battiti, sul respiro.
Ho scelto questa frase, trovata tra le pagine finali e assorbita lentamente. Come un qualcosa di caldo.
È un bel romanzo. Sulla crescita, sulla vita, sulla nascita di un figlio e di un genitore.
Una bella riflessione sulla vita, sulle cose che accadono e bisogna farci i conti. Un po' alla volta. Diventando grandi.
Un libro tenero, più che triste.
Come una rosa. Appunto.

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