VENIVAMO TUTTE PER MARE. Julie Otsuka

"E alla fine della giornata, quando non c'era più luce nel cielo, andavamo a svegliarli là dove si era addormentati e gli toglievamo la terra dai capelli. é ora di andare a casa"

Avevo detto che avrei letto libri leggeri. Niente tristezze. Non aggiungere dolore al dolore.
Eppure quel libro leggero che avevo tra le mani da due settimane non andava avanti.
Troppo leggero.
La mente distratta si distraeva ancora di più.
Ieri sera e stamattina ho letto il primo libro del post.
Un piccolo libro denso e intenso, una perla triste di letteratura elegante e vera.
Venivamo tutte per mare è la storia di donne emigrate dal Giappone all'America alla ricerca di una vita migliore che non hanno avuto. Alla ricerca dell'amore che non hanno conosciuto.
È la storia di un sogno infranto. E del coraggio di sopravvivere senza. Anzi di vivere senza.
La storia di un noi che parla. Un noi che sono donne infinite, sfinite, madri e mogli di mariti che non le amano.
Il libro è davvero triste e davvero bello.
Ti entra dentro.
L'amore crudele, l'amore per forza, l'amore che non c'è. I figli che nascono. Che muoiono. Eppure c'è un filo di vita che scorre. La vita di chi la stringe. Di chi la morde.
La vita che finisce male. Ma sempre vita è.
Questo il mio primo libro. Dopo Fabio.
Mi avrebbe detto:
-Pat ma cosa leggi? Ti pare il momento di leggere un libro del genere?
Invece era il momento. Una persona mi ha detto che i libri ti chiamano.
Vero.
Questo me l'hanno regalato e mi ha chiamato. E mi ha portato sull'oceano. Su una nave. Mi ha portato tra le donne. Dove in quel momento avevo bisogno di stare.
E soprattutto mi ha porto nel coraggio di affrontare le cose così come accadono.
Senza scappare. Con la testa e tenendola alta.

Caldamente consigliato.
Le voci di questo libro rimangono dentro.

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...senza scappare. Con la testa e tenendola alta. Dalla mia mamma a me, e da me a te.