Otto marzo, festa della donna.

Otto marzo. Festa della donna.
Cena con amici. Anzi con Gli Amici, qui a Torino quelli con la A maiuscola. Quattro maschi e quattro femminile, un insolito equilibrio, di solito la parte maschile scarseggia.Nessun mazzo di mimose in giro, solo un rametto in un bicchiere. Ce l'ha dato il giornalaio, nonostante continuiamo a comprare Libero e il Giornale per un lavoro di distruzione che abbiamo da fare a scuola.
Cena sperimentale per i più. Polenta di castagne, salsiccia e pancetta. La tradizione povera dell'appennino tosco emiliano si incontra con eataly. Viene fuori una bell'accoppiata. Un lieve panico nella cottura, poi la serata si distende. Chiacchiere.
La domanda arriva un po' secca:
-Ma voi vorreste rinascere donne o...uomini?
La risposta è una mitragliatrice, buca il soffitto.
-Ovviamente donne.
-In tutte le vite.
-che domanda!
E non solo:
-Vorremmo avere figlie femmine.
La certezza assoluta che qualcosa, in noi, sia giusto perfetto, così com'è. La perfezione di voler essere qualcosa che si è già. Senza cambiare niente. Se non forse, il colore dei capelli o la curva del naso.La festa della donna, sicuramente.

Comments

Che siano scritti vecchi o nuovi, è sempre meraviglioso leggerli e rileggerli.
Attraverso gli occhi di Arianna-senza-filo tutto diventa degno di essere ascoltato...
E il labirinto mirabolante del tempo che torna su se stesso nell'ultimo racconto postato...vertiginoso! E insieme una carezza rassicurante delle cose che stanno intorno. Della giornata ancora da (ri)vivere.

che poi sono margherita ma non sono un genio del commento e non l'avevo scritto!

l'avevo capito che eri tu... tra scribacchini ci si riconosce!