Chi Sono

Ritratto di Arianna

Arianna sono io.

Ho una laurea in filosofia e un diploma alla scuola Holden. Ho fatto il liceo classico, ovviamente.

Arianneide è il titolo che mio babbo ha dato alla poesia scritta per la mia laurea magistrale, le mie avventure tra Rimini, Milano e Torino. La scuola Holden, la facoltà di filosofia, la braburgeria dove lavoravo la sera e Aurora*1 la bambina a cui ogni tanto faccio da baby sitter.
Una cosa sola per volta non la so fare e soprattutto mi annoia. Per cui attività multiple come sfogliare Donna Moderna, mangiare una vellutata di colore viola, parlare al telefono con mia mamma e accarezzare la gatta, sono all'ordine del giorno. Vado, anzi, pedalo (la bici è attualmente il mio unico mezzo di locomozione) sempre di fretta o mi sembra di perdere tempo. Sono una cittadina un po' nevrotica, ma a impatto zero, anche se sogno un mezzo che vada a petrolio e non a polpacci.
Il mio mondo è fatto di libri (e di mensole che stanno per collassare) di parole che fanno bene e di un pizzico di sarcasmo.
Tendenzialmente precisoide e rompipalle per certe cose, sono sonoramente disordinata in tutto il resto. La mia specialità è il casino ambientale, mi basta passare cinque minuti in camera e sembra già che sia esplosa una bomba, la conseguenza è che non trovo mai niente di quello che cerco.
Amo il te coi biscotti, gli animali in generale e i gatti in particolare, la fase del decollo durante un viaggio, le ultime pagine di un bel romanzo, i girasoli, parlare al telefono fisso, il latte nella bottiglia di vetro, il mare d'inverno più che d'estate, la cucina etnica e la piada romagnola.
Odio le ciabatte, i pigiami, la carne in generale e quella di cavallo in particolare, svuotare la lavastoviglie, le mutande combinate al reggiseno, le persone arroganti, gli spaghetti*3, quando piove ma senza temporale.

Questo è il mio sito internet:
Per qualsiasi suggerimento o lamentela (meglio i primi):
ariolanna@gmail.com

IL SITO E' UN REGALO DI FABIO. FABIO CHE C'ERA e NON C'E' PIU'. SCRIVO PER LUI.

1 - Aurora è molto adorabile e simpatica tranne quando si stende a peso morto in mezzo a Via Lagrange (celebre via di passeggio della Torino bene) gremita di gente perchè non vuole più camminare facendomi fare la figura o della madre snaturata o di quella senza polso. Snaturata se mi metto a supplicarla di alzarsi perchè pesa e non riesco a portarla in braccio fino a casa, senza polso se le urlo di alzarsi e marciare senza fiatare. Peccato che io sia solo la baby sitter. Ho pensato più volte di farmi fare una maglietta: “NON SONO LA SUA MAMMA” per evitare gli sguardi di disapprovazione degli over 60 della zona. Della serie: non ci sono più i genitori di una volta...
2 - La vellutata di cavolo rosso è una delle mie ultime sperimentazione cromatico-culinarie. Il risultato è una zuppetta di un disarmante colore cioccolata milka.
3 - Non ammetto repliche. Gli spaghetti mi fanno schifo. Mi facevano schifo all'asilo e mi fanno schifo adesso. E una volta che mi hanno obbligato a mangiarli ho ficcato in bocca un rotolo fatto di quasi tutti gli spaghetti presenti nel piatto e ci è mancato poco che ci lasciassi le penne. Idem il rosso dell'uovo sodo.