Parole in prestito dopo un anno.

da Elegie Duinesi, Rilke.

Certo è strano non abitare più la terra,

non esercitare più usanze appena apprese,

a rose e ad altre in sé promettenti cose

non dar significato d’umano futuro;

ciò che si era in mani dall’infinita premura

non esserlo più, e pure il proprio nome

accantonarlo come un giocattolo distrutto.

Strano, non continuare a desiderare i desideri. Strano,

tutto ciò cui ci si riferiva, per la stanza così sparso

vederlo ora svolazzare. E l’esser morti è penoso

e colmo di rimandi, e solo a poco a poco

si avverte un tratto di eternità. – Ma i vivi commettono

tutti l’errore, di un troppo saldo distinguere.

Angeli (si dice) spesso non saprebbero, se vadano essi

tra i vivi o i morti. L’eterna corrente

trascina sempre con sé tutte le epoche

attraverso entrambi i regni ed in entrambi le sovrasta.

Comments

Sapevo (e speravo) di trovarti qui, oggi.
Dopo un anno che mi sembra stato ieri.
Ciò che dovevo dirti l'ho detto, prendendo in prestito parole di chi sa essere ben più speciale di me.
Per quel che vale, a vedere te, ciò che rimane di noi è comunque bellissimo…
<3

"È un natale molto duro
sembra vuoto dentro
su ogni tuo regalo
non c'è scritto niente
quando sai com'è l'abisso
non sei più lo stesso
ti tieni un po' più stretto
a chi ti tiene stretto

Però alla fine di questo dolore
sarà fin troppo alla luce del sole
ciò che rimane di noi
cosa rimane di noi
però alla fine di questo dolore
dovremo sempre comunque contare
su ciò che rimane di noi
cosa rimane di noi…"
(L.L.)

Oggi sei tra i miei pensieri. Ti abbraccio...