GNOCCO FRITTO

Se avete voglia di risollevare una domenica di pioggia e freddo e approfittare della compagnia di un'amica sperimentando qualcosa di alternativo alla solita pizza, piada (solita per i romagnoli) o polenta che dir si voglia, il gnocco fritto è una delizia del territorio emiliano, davvero appagante.

Se poi avete un uomo, moroso, padre o amico qualsiasi, che si presi ad appostarsi davanti a una friggitrice al freddo per un po' di tempo, allora questa ricetta fa al caso vostro.

Se non avete voglia, invece, di sentire odore di fritto in casa per i tre giorni successivi, e di parlare arabo durante la notte, a causa del lavoro extra dei vostri enzimi digestivi, vi consiglio di dirottare la vostra creatività su qualcos'altro. Magari una crostata o una pasta al forno.

Prima di tutto comprate i salumi. Chi più ne ha più ne metta. Ai piemontesi, per favore, niente mocetta di manzo o simili insaccati magri, grazie. D'obbligo il lardo. Perché una volta che si fa, la maialata, bisogna farla bene. Maialata in tutti i sensi tra l'altro, penso di non avere mai comprato tanto maiale tutto insieme in vita mia come qualche domenica fa. Per i formaggi potete sbizzarrirvi, se siete golosi, comprate la ricotta per il gnocco fritto finale: ricotta e marmellata ai frutti di bosco. Sublime, se vi lasciate l'angolino, al contrario, se arrivate alla fine rasentando il collasso, pensateci bene, potrebbe essere il colpo di grazia.

Passiamo ai fatti:

INGREDIENTI E PROCEDIMENTO.

1kg di farina
½ cubo di lievito di birra,
2 rossi di uovo
1 pezzetto di burro (circa 50 grammi)
un cucchiaino di sale.
1 cucchiaio di olio,
latte e e acqua (un bicchiere di latte, acqua quanto basta)
1/2 cubo di lievito di birra.

Fare sciogliere il lievito di birra nel latte caldo (non bollente) e ammorbidire il pezzetto di burro.
Sbattere i tuorli dell'uovo.
Aggiungere tutti gli ingredienti alla farina e impastare. Viene fuori un impasto di media consistenza. Per intenderci, poco più morbido di quello della pizza.
Lasciare lievitare un paio di ore al caldo

(Io e Michela, l'amica a cui devo la compagnia e la ricetta, siccome siamo fuori di senno, abbiamo deciso di impastare il tutto a casa mia e poi direzionarci a casa di Fabio, il mio ragazzo, per stendere e friggere, ovviamente lui abita dall'altra parte di Torino, che non è come dire dall'altra parte di Miramare. Abbiamo preso un autobus che attraversa tutta la città tirandoci dietro un trolley piccolo (misure ryanair!) con dentro un'insalatiera con dentro l'impasto ben protetto da un mio vecchio maglione di lana. Sull'autobus ci veniva troppo da ridere, dal trolley fuoriusciva un disarmante odore di pasta lievitata. A dire il vero, però, controbatteva efficacemente le puzze di piedi e di ascelle che, a ondate, saltavano al naso. La riuscita del nostro gnocco fritto è stata ottima, ma, ovviamente, non è necessario portare l'impasto a passeggio per mezza Torino per garantirne una perfetta lievitazione).

Una volta lievitato dividere l'impasto in parti, infatti, a meno che non abbiate dei muscoli d'acciaio da azdora romagnola, vi risulterà più facile stenderne un pezzo alla volta. La sfoglia deve essere sottile, il più sottile possibile prima che si rompa e tagliata a quadratoni di circa 10 cm per 10.

Una volta formati tutti questi quadrati (potete metterne uno sopra l'altro, la sfoglia è abbastanza dura quindi difficilmente si attaccano) potete friggerli.

Noi abbiamo usato la friggitrice: quattro o cinque gnocchi per volta, per due minuti massimo. Devono gonfiarsi, dorarsi leggermente senza scurirsi.
Il consiglio è di friggerne una quindicina alla volta e mangiarli subito, ben caldi. Con un kilo di pasta ne vengono tantissimi, non spaventatevi! Quando siete pieni potete stenderli su della carta stagnola e congelarli per un secondo round.

Buon Gnocco Fritto!
Peccato non avere avuto dietro la macchina fotografica seria...

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DESCRIZIONE DEGNA DI QUELLA FANTASTICA DOMENICA!